"La città che muore"

A circa 1 ora e 40'' da Roma, in provincia di Viterbo, ecco spuntare "La Città che muore".

 

Su un terreno argilloso e sabbioso , Civita di Bagnoregio è destinata a scomparire a causa di terremoti e piogge che la stanno facendo franare.

 

Chi arriva in auto ha la possibilità di lasciarla ai parcheggi a pagamento lungo la strada per l'accesso (6 Euro al giorno).

 

Prima di accedere alla salita che vi condurrà all'ingresso della città, c'è una terrazza con il belvedere dove si può ammirare il paese arroccato, le pareti franate e la vallata attorno.

 

Il belvedere è attrezzato con tavoli e sedie e c'è un bar per rifocillarsi dopo la camminata o dove rilassarsi godendosi un thé o una cioccolata ammirando il suggestivo ed insolito panorama.

 

PRONTI???? VIAA!!!

 

Iniziamo a scendere lungo un sentierino e ci ritroviamo direttamente alla base del colle dove si paga l'ingresso al paese ( 1,50 Euro p.p. o 7,00 Euro p.p. comprensivi di degustazione di bruschette locali) e si riceve la cartina.

 

Da lì comincia la salita, non troppo faticosa, che vi condurrà alle porte della cittadella.

 

Il paese è piccolo e con mezza giornata e in totale relax, si visita tutto. All'interno delle mura si possono trovare solo ristoranti, bar, negozi di souvenirs e qualche b&b perché, essendo in continua frana, gli abitanti hanno deciso di spostarsi nella vicina Bagnoregio.

 

A pochi passi dall'ingresso, a Piazza San Donato troviamo l'omonima Chiesa e, nelle immediate vicinanze, all'interno di un portico si trova il museo geologico e delle frane. Consiglio assolutamente di visitarlo poiché spiega, in breve ma dettagliatamente, la storia del paese e perché stia scomparendo. (Il biglietto è una donazione).

 

L'altro museo che si trova all'interno del borgo è il "Museo Etrusco in 3D".

 

Girovagando tra i vicoli, quasi verso la fine del paese, si trova un giardino privato aperto al pubblico tramite una donazione o l'acquisto di un prodotto tipico.

 

Vi consiglio di godervi un pasto in relax, in uno dei tanti ristoranti presenti nell'area.

Personalmente ho assaporato la cucina de "Il Forno di Agnese" ed il piatto della casa: Panciotti Provola e Melanzane.

 

Consiglio inoltre di restare a dormire una notte nel borgo per godersi totalmente questo luogo così caratteristico e suggestivo;  un aperitivo al tramonto e passeggiare per i viottoli illuminati e semideserti saranno l'ottima conclusione di una giornata rilassante.

 

La visita della città si conclude così, con la discesa per ritornare a Bagnoregio e la strada verso casa.

Prima di andare via, voltatevi di nuovo per ammirare ancora una volta "il borgo che muore".


Buon viaggio!
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